Tutte (o quasi) le cazzate e le contraddizioni di Grillo. Da leggere assolutamente!!!

Beppe Grillo non ama molto che gli si ricordino le sue frasi. Come tutti i politici, preferirebbe il diritto all’oblio. Ma qui si sono già raccolti gli stupidari di altri capi partito e quindi ci perdonerà se lo sottoponiamo, per par condicio, allo stesso trattamento.

Dibellerò anch’io il cancro
«Mongolfier aveva scoperto il volo: è stato il primo, Mongolfier. Ha gonfiato un pallone e volare era gonfiare qualche cosa più leggero dell’aria: l’autorità diceva quello! Un giorno arrivanoi fratelli Di Bella (i fratelli Wright) con l’aereo, e han detto: “guardi che anche noi riusciamo a volare”. “Ma non dica cazzate!” “Guardi che voliamo”. “Va bene, facciamo il protocollo”. Han preso l’aereo e han cominciato a gonfiarlo, e han detto: “Ma che cazzo dice, vede che non vola?”
(1998. L’inefficacia della cura Di Bella è stata unanimemente accertata l’anno successivo)

Nobel e Ignobel
«Vecchia puttana».
(2001, a Rita Levi Montalcini, insinuando che la scienziata torinese avesse ottenuto il Nobel grazie a una ditta farmaceutica che materialmente le aveva comprato il premio)

Il nuovo che avanza 1
«E’ quattro anni che mi sono comprato il computer. Clicco, io non sono della società del click, questi lavorano con l’indice, noi apparteniamo alla società del pollice: con gli attrezzi, noi ci siamo separati dall’orango per il pollice, l’orango non riesce a prendere un attrezzo, noi sì».
(2000, spaccando un computer durante il suo spettacolo. Cinque anni dopo aprirà un blog)

Il nuovo che avanza 2
«Un computer pesa quindici chili, per farlo occorrono quindici tonnellate di materiali. Ogni sei mesi lo buttiamo nella spazzatura. E’ la tecnologia più pesante che esista».
(2000, sempre durante la crociata luddista)

Nessuno mi può mai più dire niente
«Io, Beppe Grillo, ne ho piene le tasche di dovermi giustificare. Oggi vi dirò delle cose su di me, sulla mia vita privata, su alcune illazioni. Lo faccio oggi e poi basta. Ho avuto un incidente di macchina nel 1980, guidavo io, mi sono salvato per miracolo, ma sono morte tre persone che erano con me e sono stato condannato per omicidio colposo a un anno e tre mesi».
(2005, sull’incidente di Limone Piemonte)

L’Aids non esiste
«Veltroni va là e scopre i malati di AIDS. Arriva qui e ci ha la soluzione: dice cazzo, l’Aids, bisogna mettere a tutti il preservativo! E lo dice uno che è dieci anni che il preservativo ce l’ha sulla testa e non se ne accorge. Allora, lui non dice che sull’Aids ci sono dei seri sospetti che sia una bufala».
(1998)

Biocarburanti sì, anzi no
«In Italia si preferisce far chiudere chi offre alternative al petrolio. Alternative verdi, meno inquinanti, meno costose. La Alcoplus di Ferrara che produce biocarburanti chiuderà. Società come la Alcoplus che vanno moltiplicate: una, cento, mille Alcoplus»
(2007)
«Il costo del grano, del riso, della soia sta crescendo. Il valore delle azioni delle aziende che producono biocarburanti aumenta. I campi producono etanolo al posto del pane. Il cibo crea energia meccanica, non più umana. Le macchine vengono sfamate, i poveri del mondo tirano la cinghia. Il biocarburante genera un surplus azionario per le aziende dell’energia. L’assenza di cibo crea invece i morti di fame».
(2008)

E’ una palla, compratela
«Io l’ho provata. La mia famiglia usa Biowashball da due mesi e anche le famiglie di alcuni miei amici. Per noi funziona. Prima di dare un giudizio vi consiglio di usarla, magari in prestito da un conoscente. In Rete ci sono centinaia di testimonianze di utenti italiani soddisfatti».
(2008. L’efficacia della “Biowashball” viene successivamente smentita danumerosi studi: la pallina non solo lava come farebbe l’acqua semplice ma potrebbe addirittura provocare un accumulo di muffe e batteri nella lavatrice).

Sono un martire del comunismo
«La Cina ha oscurato la mia immagine. Un cittadino cinese che volesse vedere Beppe Grillo ottiene questo risultato dalla versione cinese di Google. Nel resto del mondo la mia faccia invece si vede ancora». (2006. La notizia si rivela immediatamente una bufala, dovuta ad un errore nel metodo di ricerca su Google adottato dallo stesso Grillo).

Io le uova le cucino così
«Alcuni ricercatori hanno messo un uovo in un portauovo di porcellana tra due cellulari. Quindi li hanno messi in comunicazione tenendoli accesi. Nei primi 15 minuti non è cambiato nulla. Dopo 25 minuti il guscio dell’uovo ha cominciato a scaldarsi. Dopo 40 minuti la parte bianca dell’uovo era solida. Dopo 65 minuti l’uovo era ben cotto. Questo esperimento rivela il vero motivo della decadenza dell’Italia. Il primo Paese al mondo per la diffusione dei telefonini. Le radiazioni ci hanno fuso il cervello».
(2006. Il video era una burla, ma durante un’intervista con Paolo Attivissimo lo stesso Grillo ribadì che lo considerava autentico).

Belin, mi scrive pure il Papa
«Illustre signor Giuseppe Grillo, è per me un piacere poterLe inviare questa lettera sul tema delle energie rinnovabili. I miei pensieri ritornano agli anni in cui iniziai la mia attività di insegnante accademico all’università di Bonn. Era – nel 1959 – ancora il tempo della vecchia università dei professori ordinari. I contatti con gli storici, gli economisti e naturalmente anche con le facoltà teologiche erano molto stretti. Una volta in ogni semestre c’era un cosiddetto dies academicus, in cui professori di tutte le facoltà si presentavano davanti agli studenti dell’intera università, rendendo così possibile una vera esperienza di universitas: il fatto che noi, nonostante tutte le specializzazioni, che a volte ci rendono incapaci di comunicare tra di noi, formiamo un tutto e lavoriamo nel tutto dell’unica ragione con le sue varie dimensioni, stando così insieme anche nella comune responsabilità per il retto uso della ragione – questo fatto diventava esperienza viva. Questa coesione interiore nel cosmo della ragione non venne disturbata neanche quando una volta trapelò la notizia che uno dei colleghi aveva detto che nella nostra università c’era una stranezza: due facoltà che si occupavano di una cosa che non esisteva ancora – delle energie rinnovabili. Che anche di fronte ad uno scetticismo così radicale resti necessario e ragionevole interrogarsi sull’eolico e sul solare per mezzo della ragione e ciò debba essere fatto nel contesto della tradizione della fede cristiana: questo, nell’insieme dell’università, era però una convinzione indiscussa.
(Pubblicata sul blog come se fosse una lettera indirizzata a Beppe Grillo, 2007)

Questa invece è la vera lettera del Papa – E’ per me un momento emozionante trovarmi ancora una volta nell’università e una volta ancora poter tenere una lezione. I miei pensieri, contemporaneamente, ritornano a quegli anni in cui, dopo un bel periodo presso l’Istituto superiore di Freising, iniziai la mia attività di insegnante accademico all’università di Bonn. Era – nel 1959 – ancora il tempo della vecchia università dei professori ordinari. Per le singole cattedre non esistevano né assistenti né dattilografi, ma in compenso c’era un contatto molto diretto con gli studenti e soprattutto anche tra i professori. Ci si incontrava prima e dopo la lezione nelle stanze dei docenti. I contatti con gli storici, i filosofi, i filologi e naturalmente anche tra le due facoltà teologiche erano molto stretti. Una volta in ogni semestre c’era un cosiddetto dies academicus, in cui professori di tutte le facoltà si presentavano davanti agli studenti dell’intera università, rendendo così possibile un’esperienza di universitas – una cosa a cui anche Lei, Magnifico Rettore, ha accennato poco fa – l’esperienza, cioè del fatto che noi, nonostante tutte le specializzazioni, che a volte ci rendono incapaci di comunicare tra di noi, formiamo un tutto e lavoriamo nel tutto dell’unica ragione con le sue varie dimensioni, stando così insieme anche nella comune responsabilità per il retto uso della ragione – questo fatto diventava esperienza viva. L’università, senza dubbio, era fiera anche delle sue due facoltà teologiche. Era chiaro che anch’esse, interrogandosi sulla ragionevolezza della fede, svolgono un lavoro che necessariamente fa parte del “tutto” dell’universitas scientiarum, anche se non tutti potevano condividere la fede, per la cui correlazione con la ragione comune si impegnano i teologi. Questa coesione interiore nel cosmo della ragione non venne disturbata neanche quando una volta trapelò la notizia che uno dei colleghi aveva detto che nella nostra università c’era una stranezza: due facoltà che si occupavano di una cosa che non esisteva – di Dio. Che anche di fronte ad uno scetticismo così radicale resti necessario e ragionevole interrogarsi su Dio per mezzo della ragione e ciò debba essere fatto nel contesto della tradizione della fede cristiana: questo, nell’insieme dell’università, era una convinzione indiscussa.

I sacri confini minacciati dagli zingari
«Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. E’ un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata. Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? Chi paga per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari. Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati».
(2007)

Come si dice ‘fora di ball’ in genovese?
«L’Italia dell’imbonitore Berlusconi, che promise casa e lavoro per gli immigrati alla televisione tunisina, ha il 20 per cento di disoccupazione e almeno 100 mila extracomunitari disoccupati che diventeranno il doppio dopo il crollo ampiamente previsto del mercato immobiliare. Dove li mettiamo? Con che risorse li gestiamo? Gli daremo una casa, un lavoro? Li ospiterà D’Alema sul suo Ikarus o faranno compagnia ai nostri “ultimi”, pensionati e disoccupati delle periferie?»
(2011)

Nessuno mi può contraddire
«Ho accettato di intervenire a Exit dalle 21.35 alle 22. E così ho fatto, forse ho sforato anche di qualche minuto. Nessuno mi ha pagato per la mia presenza. Ho chiesto solo di non proporre la pubblicità prima del collegamento. Ma così non è stato. Non ho promesso a nessuno di fermarmi per un contraddittorio. La dissociata D’Amico ha preso la pippite da Baudo che si scusò con Craxi. Ha imitato lo stuoino Fabio Fazio che si umiliò in diretta con Schifani dopo l’intervista a Travaglio».
(2009)

Nessuno mi può domandare
«Io sono un monologhista. Invece dell’intervista scrivo un pezzo io e voi lo pubblicate»
(2008, risposta a una richiesta di intervista de ‘L’Espresso’)

Quell’omertoso di Saviano
«Signori! Italiani! Aprite gli occhi: ‘Vieni via con me’ lo produce Endemol, e chi è Endemol? E’ Berlusconi. Il programma fa ascolti altissimi: quindi Berlusconi guadagna un sacco di soldi. Se aggiungiamo che Saviano non fa i nomi dei politici collusi, né in Lombardia né in Parlamento, è chiaro che poi il nano gode come un riccio».
(2010)

Terroni che non siete altro…
«Il Movimento Cinque Stelle è arrivato molto poco dalla Calabria. Abbiamo sempre riscontrato difficoltà a fare rete al Sud, al contrario di quello che invece avviene nelle regioni del Nord. Da cosa dipenderà? Forse è questione di carattere, ma può anche darsi che là siete più abituati al voto di scambio».
(2011)

…e froci che non siete altro
«Vendola è un buco senza ciambella»
(2 marzo 2011, comizio a Bologna)

«At salut, buson»
(8 maggio 2011, frase conclusiva del comizio nella piazza di Bologna dove poco dopo avrebbe parlato Nichi Vendola).

(L’Espresso)

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17 Comments

  1. Pingback: Quando Grillo era contro i computer e li distruggeva | Intoccabili

  2. non tutte sono cazzate: dire che Vendola è un buco senza ciambella indica solo che ciò che dice non ha sostanza. in merito alla “cura” Di Bella non ci sono elementi per poter dire che è giusta o sbagliata: purtroppo oggi la scienza è al servizio del danaro. per quanto riguarda la levi montalcini, la penso anche io come beppe. oltre al fatto che è legittimo cambiare idea durante la propria vita (come sul caso del computer e dell’informatica): un altro conto è cambiare idea per interesse personale. mi sembra che in molti casi il significato di ciò che dice (ricordiamoci che ha una formazione da comico) è stato travisato in questo blog.

  3. di tutto quanto scritto sopra la cosa che mi fa veramente pensare è il commento sui rom…….è notoriamente triste che Grillo sia razzista e lo ha dimostrato anche in tante altre dichiarazioni………tutto questo lo fa assomigliare molto ad un leghista.

  4. Pingback: Anonimo

  5. Pingback: Contiamoci - Pagina 38

  6. Credo che dobbiate continuare con le varie ulteriori cazzate, dal tipo di democrazia sul web che si contrappone alla democraziia come intesa in tutto il resto del mondo (ma che fa molto comodo ai proprietari del blog) alle proposte economiche, al qualunquismo a gogo che viene vomitato ogni giorno. Insomma, cari Grillini di carriera o di complemento, nonsarebbe ora che diceste, sul serio, cosa bisogna fare, ora e subito, al di là delle battute’ altrimenti, pasiamo alle cose serie e cominciamo un vero dibattito: Gillo va a fà ‘n culo!

  7. Per chi ben lo conosce ben saà quant’era scemo fin da piccolo. È nato già con qualche tara importante questo……. signore??…….sic!!!, Questo e di tutto questo dobbiamo ringraziare i tanti governi che in circa trent’anni, son riusciti a demolire cultura, conoscenza e memoria; e non è colpevole solo quella destra becera berlusconiana che ha sfasciato tutto e di proposito, quel poco di buono e positivo che ancora e fino agli anni ottanta avevamo nel Nostro Paese: molte grosse colpe le ha anche questa sinistra falsa, predona e super ladra che in nemmeno cinque anni di governo, perlopiù a rate, è riuscita con il concorso finale di Bossi e Berlusconi a portarer questo Paese alla rovina totale…ci vorranno almeno cinque sei, forse dieci generazioni, per poter ritornare a quanto avevamo fin dai primissimi anni novanta: e Grillo non potrà che aggravare ancor di più questo stato di sofferenza del nostro Paese e, potrà solo portarci IRREVERSIBILMENTE, AD UNO SCONTRO EPOCALE E AD UNA GUERRA CIVILE SANGUINOSA CHE COINVOLGERÀ L’INTERO CONTINENTE EUROPA.

  8. Pingback: Anonimo

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