Al momento dell’arresto un ventenne ha ricordato ai poliziotti di aver recitato nella pellicola di Garrone.
«Fujietevenne ‘e gguardie». Venerdì mattina, ancora una volta, il grido delle vedette, dei pali dello spaccio stipendiati dal clan e spesso poco più che bambini, ha scatenato una fuga generale a Scampia. Pusher, acquirenti, sentinelle si sono sparpagliati in ogni direzione. I poliziotti del commissariato di zona, diretto Michele Maria Spina, hanno concentrato le proprie attenzioni su un ragazzo dai capelli cortissimi e con un filo di barba. Lo hanno raggiunto e bloccato quando pensava già di averla scampata. Si chiama Nicola Battaglia, ha poco più di 20 anni e — forse — una parte nel film Gomorra, quello girato da Matteo Garrone, proiettato nei cinema nel 2008 e tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano. Questo, almeno, è quanto ha riferito agli agenti, una volta che lo hanno portato in commissariato. «Stiamo verificando — dice il primo dirigente Spina — ma è estremamente probabile che sia vero».
Nella pellicola recitò in effetti anche un Nicola Battaglia, reduce dalla detenzione a Nisida e dal soggiorno in una casa famiglia di Mondragone. «La mia vita oggi è totalmente cambiata», raccontò dopo il successo del film ad una cronista del Corriere del Mezzogiorno che lo aveva intervistato. Il ragazzo arrestato 48 ore fa a Scampìa è accusato di spaccio. Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, infatti, quando si è visto alle strette ha lasciato cadere al suolo alcuni sacchetti. In uno, che aveva all’interno 15 involucri di cellophane elettrosaldati, c’erano 18 grammi di cocaina. Un altro sacchetto era pieno di eroina: 17 grammi in cilindretti con tappo di colore verde. Il terzo involucro aveva al suo interno dosi di cocaina per 11 grammi. Il quarto sacchetto era zeppo di eroina: 70 grammi. Nell’ultimo gli agenti hanno ritrovato — secondo quanto comunicato dalla Questura — 210 grammi di cocaina ed una tavoletta di hashish di circa 76 grammi.
Lo spacciatore aveva inoltre 3.590 euro in banconote e monete di vario taglio e due chiavi. Gli investigatori, che prima di entrare in azione hanno osservato il giovane per una decina di minuti, ritengono che servissero ad aprire le porte dell’edificio 2 dell’isolato 14 di via Limitone ad Arzano, la centrale dello spaccio. Battaglia è stato condotto a Poggioreale. La polizia cerca il suo complice, che è riuscito a fuggire durante l’operazione. Nel corso della mattinata gli agenti del commissariato di Scampìa, con l’ausilio di quelli del Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno inoltre identificato numerosi giovani tossicodipendenti, quasi tutti provenienti dall’hinterland di Napoli. Anime perse, frequentatori abituali di quella che certamente è la più grande piazza di spaccio in Europa. Sono state inoltre rimosse dai Vigili del Fuoco barriere e cancellate abusivamente edificate ai 7 Palazzi ed all’interno del lotto T/A di via Ghisleri. Servivano a proteggere l’attività di spaccio e ad ostacolare l’intervento dei poliziotti.
Gli altri, compagni di set e di delinquenza, sono Giovanni Venosa, Salvatore Fabbricino e Bernardino Terracciano.
(corrieredelmezzogiorno.it)
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