Alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” su Radio Due, lo pseudogiornalista dichiara di non tifare Italia, poi si scaglia ancora contro la Juventus.
Che sia un pessimo giornalista lo sappiamo tutti, che tifasse contro l’Italia ancora no.
Ecco cosa ha dichiarato Marco Travaglio alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” su Radio Due. A chi gli chiedeva se temesse un ‘biscotto’ tra Spagna e Croazia a tutto danno degli azzurri, ha risposto tranquillamente: “No, io non sono preoccupato, perché io non tifo Italia”. Infatti tifa per la “Germania. Tifo quasi sempre Germania, raramente ho tifato Italia. Ho tifato Italia solo quando c’erano delle squadre che mi piacevano particolarmente, tipo l’Italia di Bearzot, l’Italia di Zoff e l’Italia di Trapattoni, quelle sono le uniche volte in cui ho tifato Italia, per il resto ho sempre tifato Germania”. In realtà, ancor più che per la Germania, lui tifa “contro l’Italia, soprattutto in questa occasione dove, se per disgrazia dovessimo vincere l’Europeo, un’altra volta ci dimenticheremmo subito dello scandalo di Calciopoli, come è stato fatto l’altra volta”. E così spera che “l’Italia venga eliminata subito, immediatamente”, che sia Croazia o Irlanda o altro “Forza chiunque!”, perché “è molto più importante che si faccia pulizia nel calcio”.
E su Buffon? “Buffon - dice Travaglio – deve sperare di non fare mai una papera”. Ma l’ha fatta contro il Lecce… “E infatti dopo quello che si è scoperto qualcuno ha pensato male. Non può permettersi di fare una papera” perché se la fa “la gente pensa male”.
Su Conte: “Ho letto le carte e se verranno confermate le cose che dice quel calciatore del Siena (Carobbio, ndr) andrà ovviamente squalificato. Peccato, perché è un buon allenatore”.
Quanti scudetti ha vinto la Juve? “28. Io sono per il rispetto delle sentenze, le sentenze ne hanno tolti due e quindi è giusto che non siano 30 ma 28″.
Sullo spionaggio di marca nerazzurra ai danni di Moggi conclude: “Ma lì in realtà loro dicono che lo facevano per legittima difesa, perché sapevano che De Santis era un uomo di Moggi; Moggi invece ha detto ‘Io lo facevo per legittima difesa per difendersi dai poteri forti, Moggi, capisce?”.
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Danno troppa importanza a questo cretino che dovrebbe abbracciarsi il cesso e cantare “non son degno di te”