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Archivio per la categoria ‘Politica’

images2Il Cav nel 2010 bloccò l’incremento del 5% della busta paga fino al 2015. Ma la Corte Costituzionale (e Monti) sbloccano tutto e riempiono le tasche dei magistrati.

Si può tagliare tutto in mome dell’austerity. Ma non toccate gli stipendi dei magistrati. Quelli devono crescere nonostante il blocco agli aumenti che la finanziaria del 2010 aveva previsto per le buste paga delle toghe. Una sentenza della Corte Costituzionale ha ribaltato la deciusone dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti che aveva chiuso i rubinetti delle casse togate fino al 2015. La decisone fu presa dal governo Berlusconi per risparmiare qualcosa nelle casse dello stato strozzate da spread e debito pubblico. Il provvedimento prevedva un blocco dell’aumento del 5 per cento per 5 anni. I giudici sono subito entrati in guerra con ricorsi al Tar e richiami alla Corte costituzionale che li ha accontentai.

Via libera all’aumento - Oggi, con un decreto del presidente del Consiglio, firmato Mario Monti si dà semaforo verde all’aumento degli stipendi con retroattività fino al 2012. Una decisone quella della Corte Costituzionale che testimonia come la busta paga delle toghe sia ritenuta inviolabile. A sostenerlo è proprio la Corte Costituzionale.

Salario sacro - Per la Corte il blocco dell’aumento è un attentato all’indipendenza dei giudici, “una violazione del principio di indipendenza della magistratura, in quanto le decurtazioni dello stipendio, incidendo sullo status economico del giudice, creerebbero una sorta di dipendenza del potere giudiziario dal potere legislativo ed esecutivo, i quali finirebbero con il controllare, in maniera arbitraria, la magistratura e, quindi, a comprometterne l’indipendenza”. Dunque le buste paga dei magistrati sono intoccabili e inviolabili. Così grazie alla sentenza e al decerto del Loden un magistrato che nel 2011 guadagnava174 mila euro all’anno, ora ne guadagnerà 182 mila. Insomma 8 mila euro in più in tempo di crisi non sono pochi.

Se le cose vanno male, si guadagna di più - Inoltre le toghe godranno ancora di un “indennità giudiziaria”. Si tratta di un importo fisso che tutti i magistrati percepiscono in misura eguale, cioè a prescindere dal grado di carriera che, stando al legislatore, viene corrisposta in relazione agli oneri che gli stessi incontrano nello svolgimento della loro attività. Secondo la Corte questa indennitàcostituisce “compenso all’attività dei magistrati di supplenza alle gravi lacune organizzative dell’apparato della giustizia”. L’indennità corrisponde ad un sesto della busta paga. La percepiscono tutti. Pure chi non lavora in condizioni disagiate. La magistratura potrebbe dunque non avere nessun interesse ad avere una giustizia efficiente perchè sistemate le carenze verrebbe meno il diritto ai quattrini perchè si possa far fronte alle carenze strutturali.

Precedente Amato - Eppure, già nel 1992, Giuliano Amato aveva messo mano alla busta paga dei magistrati. Anche quello era un periodo di austerity. Le cose erano andate per il verso giusto. ora invece le toghe si aggrapopano allo stipendio con le barricate. Sono state accontentate. La busta paga, come la legge, non è uguale per tutti.

(Ignazio Stagno – liberoquotidiano.it)

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movimento_5stelle LOGOL’ultima gaffe, in ordine di tempo, è quella della Lombardi che non è a conoscenza dei requisiti di età necessari per diventare Presidente della Repubblica.

Intervistata su Radio Radicale da Giovanna Reanda, la giornalista le fa osservare che il candidato al Colle deve avere una certa esperienza e aggiunge: “Bisogna avere anche una certa età anagrafica”. “Oddio, una certa età anagrafica…” – replica la Lombardi – “non mi pare che ci sia scritto in Costituzione“.

E invece si cara Lombardi, ecco cosa dice l’articolo 84 della Costituzione Italiana:

Art. 84.

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici.

L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.

L’assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.”

Poco tempo prima la “cittadina” Lombardi, parlò così di Giorgio Napolitano:

«Da quello che ho visto del presidente Napolitano penso che abbia diritto di godersi la sua vecchiaia e di fare il nonno».

«Lasciamolo andare, ha 87 anni, si goda la vecchiaia».

Ragionamento che si potrebbe, magari sforzandosi, anche condividere. Peccato che poi il M5S e la Lombardi vogliono mandare al Colle Rodotà, che di anni ne ha “solo” 80.

E passiamo adesso a Vito Crimi colui che si vantava di avere tenuto sveglio Napolitano durante le consultazioni. Ma poi sarà lui, ironia della sorte, ad addormentarsi al Senato.

Veniamo poi all’onorevole che non ha voluto stringere la mano alla Bindi.

E’ il caso di Gessica Rostellato, trent’anni. Circa un mese fa la deputata ha raccontato, fiera e baldanzosa, la sua prodezza: rifiutarsi di dare la mano a Rosy Bindi, che era andata a presentarsi alle nuove leve. “Ieri sera un gruppo di noi si stava dirigendo verso l’uscita dell’aula, ci ferma la Bindi e ci dice: “Ma presentiamoci, così cominciamo a conoscerci!!!”. Io ho tirato dritto e me ne sono andata… ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure “piacere”??? No guarda, forse non hai capito: NON E’ UN PIACERE!!!”, ha scritto la Rostellato.

E, come se non bastasse, ci si sono messe anche Le Iene. Nonostante l’idiosincrasia grillina verso i media, l’inviata del programma Mediaset, Sabrina Nobile, è riuscita a fare qualche domanda proprio alla Rostellato. “Lei sa cos’è la Bce?”, ha chiesto la giornalista. La risposta è spiazzante: “Uhm…non saprei…sono abbastanza rincoglionita oggi. Dovrebbe essere la banca europea, ma non saprei”. E ancora, quando le viene chiesto chi è Mario Draghi. “Uhm…non so, mi pare sia il presidente della Banca d’Italia, non mi viene il nome della carica…non saprei”.

E che dire del neosenatore Bartolomeo Pepe, ignaro di dove sia il senato? O del deputato che parla di microchip sotto la pelle?

Insomma, figuracce su figuracce per i pentastellati, e purtroppo, ce ne saranno tante altre.

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movimento_5stelle LOGOMentre il paese affonda devastato da una crisi economica senza precedenti, i grillini hanno deciso di puntare tutto sul tema dei diritti civili. La prima proposta riguarda le unioni omosessuali, il contrasto all’omofobia e alla transfobia.

Il ddl più importante è quello che vorrebbe “modifiche al codice civili in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate dallo stesso sesso”. Ciò che propongono i 5 Stelle è l’introduzione di un articolo 91, per riconoscere il “matrimonio egualitario”, che, come già accade in altri Paesi europei, interessi anche persone dello stesso sesso.

I grillini vorrebbero anche il riconoscimento per i figli di un “coniuge”, “anche quando il concepimento avviene mediante il ricorso a tecniche di riproduzione medicalmente assistita, inclusa la maternità surrogata”.

Insieme a questo disegno di legge ne sono stati presentati altri due, incentrati sul contrasto a omofobia e transfobia.

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movimento_5stelle LOGOIl neo eletto senatore grillino, Bartolomeo Pepe, non sa dov’è il Senato e come si elegge il Presidente della Repubblica. Siamo messi male.

GUARDA IL VIDEO.

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imagesIl rifiuto a SkyTg24 è solo l’ultimo atto di un rapporto difficile con il piccolo schermo influenzato dal boom inatteso del suo movimento. Oggi la diffida i suoi a frequentare i salotti televisivi, ma due anni fa diceva: “Andateci decisi e se vi fanno domande scorrette voi parlate comunque alla gente a casa”. Altri tempi.

GUARDA IL VIDEO

(tv.ilfattoquotidiano.it)

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movimento_5stelle LOGOMira (Venezia), la giunta Cinque Stelle toglie le deleghe perchè l’assessore è incinta.

MIRA. Assessore donna a casa perché incinta. La gestione “grillina” del terzo Comune della provincia scivola sulla questione femminile. Roberta Agnoletto, avvocato e assessore della giunta del sindaco Alvise Maniero con delega a Sport e Ambiente ha ricevuto l’avviso: a casa dal 30 marzo perché il suo stato interessante è incompatibile con la sua funzione.

«Sono davvero molto dispiaciuta, non me l’aspettavo», spiega l’avvocato Agnoletto, «me l’ha comunicato la presidente del Consiglio (Serena Giuliato, anche lei del Movimento 5 Stelle ndr) su ordine del sindaco: mi toglierà la delega dal 30 marzo perché aspetto un bambino e secondo lui non sarò in grado di svolgere, perché incinta, i compiti previsti dal referato. Davvero, non me l’aspettavo».

La gestione “grillina” del quarto Comune della provincia era già stata offuscata dal rifiuto di svolgere il referendum popolare sulla Città metropolitana (chiesto dal Movimento 5 Stelle in tutti gli altri Comuni), dall’aver mantenuto i gettoni di presenza per Consigli e commissioni e dalla “parentopoli” che vede molte coppie “di partito” all’interno di Consiglio e ufficio di presidenza.

Ora il ritiro della delega all’assessore incinta. «Una cosa che mi ha fatto agitare», dice l’assessore Agnoletto, «invece ora devo stare calma, me l’ha detto anche il medico».

Secondo la maggioranza “grillina” invece l’assessore verrà sostituita perché “poco presente”, una formula generica che però non ha convinto l’interessata e molti dipendenti e residenti che hanno espresso all’assessore la propria solidarietà.

«Mi spiace davvero che questo sia successo», conclude l’avvocato Agnoletto, «e sono molto grata alla collega assessora Orietta Vanin che mi ha sempre aiutato. Ma dagli altri colleghi non ho ricevuto il minimo sostegno».

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downloadIl Papa si dimette. Benedetto XVI lascerà il pontificato dal 28 febbraio. Lo annuncia l’Ansa. E’ stato Benedetto XVI ad annunciarlo personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Il Papa ha spiegato di sentire il peso dell’incarico di pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa. Il pontefice ha chiesto che si indica un conclave per l’elezione del successore. “Un fulmine a ciel sereno” ha detto il decano del collegio cardinalizio, il cardinale Angelo Sodano. Benedetto XVI lascerà “il suo Ministero alle 8 pomeridiane del 28 febbraio” ha confermato padre Federico Lombardi, capo della sala stampa vaticana, a France Press. “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio – ha scandito papa Ratzinger ai cardinali, nel corso dell’odierno Concistoro Ordinario – sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”.

La decisione di Joseph Ratzinger è legata, come ha detto lui stesso, ai suoi problemi fisici. Al momento non ci sono ancora dettagli sulla notizia, ma nei mesi scorsi si erano moltiplicate le voci che davano come possibile la rinuncia del pontefice. Una decisione quasi senza precedenti. L’episodio più celebre è quello di Celestino V, che rinunciò all’incarico dopo essere stato eletto nel XIII secolo. Il flash dell’Ansa delle 11.46 sull’annuncio delle dimissioni ha fatto in pochi minuti il giro del mondo. Prima l’agenzia Reuters, poi la Cnn e a seguire al ArabiyaFrance Presse, i britanniciTelegraphBbc e Sky News l’hanno rilanciato prima che arrivasse la conferma del Vaticano. Migliaia i tweet rilanciati, dall’Europa all’Asia, passando per il Medio Oriente.

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Beppe_GrilloCristina Gilberti perse i genitori e il fratello nell’auto guidata dal fondatore del M5s finita in un dirupo. Per quell’incidente Grillo venne condannato per omicidio colposo. Dopo 30 anni, la donna fa un pubblico appello a “Vanity Fair”.

Cristina Gilberti, che all’età di 7 anni perse i genitori e il fratello che si trovavano in un’auto condotta da Beppe Grillo, oggi chiede di incontrare il leader del M5s. Dalle pagine di Vanity Fair rompe il silenzio di una vita chiedendo solo di conoscere la verità su quella tragedia per la quale Grillo venne condannato per omicidio colposo. Lo fa pubblicamente perché lui in privato non le ha mai risposto e non ha mai chiesto scusa.

Cristina Gilberti continua a pensare a quel 7 dicembre 1981 quando Beppe Grillo è a Limone Piemonte, ospite dei Giberti. Renzo, suo vecchio amico, e la moglie Rossana con i figli Francesco, 9 anni, e Cristina, 7. Dopo pranzo decidono di andare a prendere il sole, per un paio d’ore, in quota, al Duemila, una baita raggiunta da una strada stretta e non asfaltata. Tutti salgono sulla Chevrolet di Grillo. Solo Cristina resta a casa per vedere un cartone animato a casa di un’amica. Quasi a destinazione, dietro una curva, un lungo lastrone di ghiaccio è la trappola mortale per la famiglia Gilberti. L’auto slitta all’indietro, diventa ingovernabile, urta una roccia, si gira, cade con il muso nel burrone. All’ultimo momento Grillo riesce a spalancare la portiera e a buttarsi. Per i tre Giberti non c’è niente da fare. Il comico verrà infine condannato per omicidio colposo, e per questo non si candiderà, sulla base del regolamento del Movimento 5 Stelle che esclude i condannati.

Oggi, Cristina – come riporta Vanity Fair in edicola mercoledì 6 febbraio – ha un altro cognome: quello del marito della sorella della madre, che la adottò dopo la tragedia. È diventata madre, ha 38 anni, fa volontariato per l’infanzia. Trentun’anni dopo chiede di incontrare Grillo. “Fra tutti quelli che in questo periodo sentono continuamente parlare di lui e vedono la sua faccia e leggono ovunque le sue parole ci sono anche io, e lui dovrebbe ricordarselo, e dovrebbe capire l’effetto che mi fa. Ogni giorno penso a come sarebbe la mia vita se i miei genitori e mio fratello fossero ancora con me”, dichiara al settimanale.

La donna chiede anche, d’ora in poi, di essere lasciata in pace da stampa e fotografi. Poi spiega di aver parlato pubblicamente in questo caso dopo tanti tentativi di contattare Grillo privatamente. Solo un nipote del fondatore del Movimento 5 stelle le ha risposto: “Mi ha spiegato che tutta la sua famiglia aveva sofferto per l’incidente, che non era il momento di ritornare sull’argomento. Ma per me il momento è questo: sono cresciuta, sono mamma, sono pronta per sapere e per parlare”.

“Non ho mai avuto occasione di sentirmi raccontare come sono andate le cose direttamente da lui, l’unico che possa davvero farlo. Mi conosceva bene, era amico dei miei, frequentava la nostra casa: come è possibile che in tutti questi anni non abbia mai sentito l’esigenza di vedermi, di chiedermi scusa, almeno di telefonare ai miei genitori adottivi per sapere come stavo?”, si chiede la donna.

(tgcom24)

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Dopo le parole di ieri di Silvio Berlusconi su Mussolini, che tanto clamore hanno suscitato, cerchiamo di fare chiarezza sulle opere realizzate durante il ventennio fascista.

Di seguito un elenco riepilogativo:

- LE 100 PIU’ IMPORTANTI OPERE DEL VENTENNIO FASCISTA:

Opere sociali e sanitarie
1. Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184
2. Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158
3. Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841
4. Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D 26 aprile 1923 n. 653
5. Opera nazionale maternità ed infanzia (O.N.M.I.) R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277
6. Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798
7. Assistenza obbligatoria contro la TBC, R.D. 27 ottobre 1927 n. 2055
8. Esenzione tributaria per le famiglie numerose R.D. 14 maggio 1928 n. 1312
9. Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, R.D. 13 maggio 1928 n. 928
10. Opera nazionale orfani di guerra, R.D.26 luglio 1929 n.1397
11. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), R.D. 4 ottobre 1935 n. 1827
12. Settimana lavorativa di 40 ore, R.D. 29 maggio 1937 n.1768
13. Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.), R.D. 23 marzo 1933, n. 264
14. Istituzione del sindacalismo integrale con l’unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura); 1923
15. Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), R.D. 3 giugno 1937, n. 817
16. Assegni familiari, R.D. 17 giugno 1937, n. 1048
17. I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori), R.D. 11 gennaio 1943, n.138
18. Istituto Autonomo Case Popolari
19. Istituto Nazionale Case Impiegati Statali
20. Riforma della scuole “Gentile” del maggio 1923 (l’ultima era del 1859)
21. Opera Nazionale Dopolavoro (nel 1935 disponeva di 771 cinema, 1227 teatri, 2066 filodrammatiche, 2130 orchestre, 3787 bande, 1032 associazioni professionali e culturali, 6427 biblioteche, 994 scuole corali, 11159 sezioni sportive, 4427 di sport agonistico.). I comunisti la chiamarono casa del popolo
22. Guerra alla Mafia e alla Massoneria (vedi “Prefetto di ferro” Cesare Mori)
23. Carta del lavoro GIUSEPPE BOTTAI del 21 aprile 1927
24. Lotta contro l’analfabetismo: eravamo tra i primi in Europa, ma dal 1923 al 1936 siamo passati dai 3.981.000 a 5.187.000 alunni – studenti medi da 326.604 a 674.546 – universitari da 43.235 a 71.512
25. Fondò il doposcuola per il completamento degli alunni
26. Istituì l’educazione fisica obbligatoria nelle scuole
27. Abolizione della schiavitù in Etiopia 28. Lotta contro la malaria
29. Colonie marine, montane e solari
30. Refezione scolastica
31. Obbligo scolastico fino ai 14 anni
32. Scuole professionali
33. Magistratura del Lavoro
34. Carta della Scuola

Opere architettoniche e infrastrutture
35. Bonifiche paludi Pontine, Emilia, Sardegna, Bassa Padana, Coltano, Maremma Toscana, Sele ed appoderamento del latifondo siciliano. Con la fondazione delle città di Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Segezia, Alberese, Mussolinia (oggi Alborea), Tirrenia, Tor Viscosa, Arsia e Pozzo Littorio e di 64 borghi rurali, 1933 – 1939
36. Parchi nazionali del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell’Abruzzo e del Circeo
37. Centrali Idroelettriche ed elettrificazione delle linee Ferroviarie
38. Roma: Viale della Conciliazione
39. Progetto della Metropolitana di Roma
40. Tutela paesaggistica ed idrologica
41. Impianti di illuminazione elettrica nelle città
42. Prosciugamento del Lago di Nemi (1931) per riportare alla luce navi romane
43. Creazione degli osservatori di Trieste, Genova, Merate, Brera, Campo Imperatore
44. Palazzo della Previdenza Sociale in ogni capoluogo di Provincia
45. Fondazione di 16 nuove Province
46. Creazione dello Stadio dei Marmi (di fronte allo stadio si trova ancora un enorme obelisco con scritto “Mussolini Dux”)
47. Creazione quartiere dell’EUR
48. Ideazione dello stile architettonico “Impero”, ancora visibile nei palazzi pubblici delle città più grandi
49. Creazione del Centro sperimentale di Guidonia (ex Montecelio), dotata del più importante laboratorio di galleria del vento di allora (distrutto nel 1944 dalle truppe tedesche che abbandonavano Roma)
50. Costruzione di numerose dighe
51. Fondò l’istituto delle ricerche, profondo stimatore di Marconi che mise a capo dello stesso istituto grazie alla sua grandiosa invenzione della radio e dei primi esperimenti del radar, non finiti a causa della sua morte
52. Costruzione di molte università tra cui la Città università di ROMA
53. Inaugurazione della Stazione Centrale di Milano nel 1931 e della Stazione di Santa Maria Novella di Firenze
54. Costruzione del palazzo della Farnesina di Roma, sede del Ministero degli Affari Esteri
55. Opere eseguite in Etiopia:
60.000 operai nazionali e 160.000 indigeni srotolarono sul territorio più di 5.000 km di strade asfaltate e 1.400 km di piste camionabili. Avevano trasformato non solo Addis Abeba, ma anche oscuri villaggi in grandi centri abitati (Dessiè, Harar, Gondar, Dire, Daua). Alberghi, scuole, fognature, luce elettrica, ristoranti, collegamenti con altri centri dell’impero, telegrafo, telefono, porti, stazioni radio, aeroporti, financo cinematografi e teatri. Crearono nuovi mercati, numerose scuole per indigeni, e per gli indigeni crearono: tubercolosari, ospizi di ricovero per vecchi e inabili al lavoro, ospedali per la maternità e l’infanzia, lebbrosari. Quello di Selaclacà: oltre 700 posti letto e un grandioso istituto per studi e ricerche contro la lebbra. Crearono imprese di colonizzazione sotto forme di cooperative finanziate dallo stato, mulini, fabbriche di birra, manifatture di tabacchi, cementifici, oleifici, coltivando più di 75.000 ettari di terra.
56. Sviluppo aeronautico, navale, cantieristico

Opere politiche e diplomatiche
57. Patti Lateranensi, 11/02/1929
58. Tribunale del popolo
59. Tribunale speciale
60. Emanò il codice penale (1930), il codice di procedura penale (1933, sostituito nel 1989), il codice di procedura civile (1940), il codice della navigazione (1940), il codice civile (1942) e numerose altre disposizioni vigenti ancora oggi (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il Codice della Strada, le disposizioni relative a: polizia urbana, rurale, annonaria, edilizia, sanitaria, veterinaria, mortuaria, tributaria, demaniale e metrica)
61. Conferenza di Losanna
62. Conferenza di Locarno
63. Conferenza di Stresa
64. Patto a quattro
65. Patto anti-Comintern

Opere espansionistiche
66. Riconquista della Libia
67. Conquista dell’Etiopia
68. Guerra di Spagna

Opere economiche e finanziarie
69. Istituto di Ricostruzione Industriale (I.R.I.), 1932
70. Istituto Mobiliare Italiano (I.M.I.), 1933
71. Casse Rurali ed Artigiane, R.D. 26 agosto 1937, n. 1706
72. Riforma bancaria: tra il 1936 e il 1938 la Banca d’Italia passò completamente in mano pubblica e il suo Governatore assunse il ruolo di Ispettore sull’esercizio del credito e la difesa del risparmio
73. Socializzazione delle imprese. Legge della R.S.I., 1944
74. Parità aurea della lira
75. Battaglia del grano
76. 1929: crisi finanziaria mondiale.
Il mondo del capitalismo è nel caos: il Duce risponde con 37 miliardi di lavori pubblici e in 10 anni vengono costruite 11.000 nuove aule in 277 comuni, 6.000 case popolari che ospitano 215.000 persone, 3131 fabbricati economici popolari, 1.700 alloggi, 94 edifici pubblici, ricostruzione dei paesi terremotati, 6.400 case riparate, acquedotti, ospedali, 10 milioni di abitanti in 2493 comuni hanno avuto l’acqua assicurata, 4.500 km di sistemazione idrauliche e arginature, canale Navicelli; nel 1922 i bacini montani artificiali erano 54, nel 1932 erano arrivati a 184, aumentati 6 milioni e 663 mila k.w. e 17.000 km di linee elettriche; nel 1932 c’erano 2.048 km di ferrovie elettriche per un risparmio di 600.000 tonnellate di carbone; costruiti 6.000 km di strade statali, provinciali e comunali, 436 km di autostrade. Le prime autostrade in Italia furono la Milano-Laghi e la Serravalle-Genova (al casello di Serravalle Scrivia si trova una scultura commemorativa con scritto ancora “Anno di inizio lavori 1930, ultimato lavori 1933”)
77. Salvò dalla bancarotta l’Ansaldo, il Banco di Roma e l’Ilva (1923-24)
78. Attacco al latifondo siciliano
79. Accordi commerciali con tutti gli Stati compreso l’Urss
80. Pareggio di bilancio già dal 1924

Opere sportive e culturali
81. Costruzione dell’Autodromo di Monza, 10/09/1923
82. Fondazione di CINECITTA’
83. Creazione dell’ente italiano audizione radiofoniche (EIAR), anno 1927
84. Primi esperimenti della televisione che risalgono all’anno 1929 per volere del Duce; nel dicembre del ’38 l’ufficio stampa dell’EIAR comunicò che nei primi mesi del ’39 sarebbero iniziati servizi regolari di televisione. Il 4 giugno 1939 alla Mostra del Leonardo ci furono alcune trasmissione sperimentali, sul Radiocorriere apparvero i programmi e persino le pubblicità di alcuni paleolitici apparecchi televisivi. Purtroppo il progetto venne abbandonato a causa dell’entrata in guerra
85. Istituzione della Mostra del Cinema di Venezia, prima manifestazione del genere al mondo, nata nel 1932 per opera del direttore dell’Istituto Luce, De Feo, e dell’ex ministro delle Finanze Giovanni Volpi di Misurata
86. Creazione dell’albo dei giornalisti, anno 1928
87. Fondazione dell’istituto LUCE, anno 1925
88. Nel 1933 appoggiò la prima trasvolata atlantica compiuta da Italo Balbo (tra l’altro, fu in quella occasione che venne inaugurata la “posta aerea”)
89. Accademia d’Italia (Marconi, Pirandello, Mascagni, ecc.)
90. Littoriali della cultura e dell’arte

Opere di utilità varie
91. Registro per armi da fuoco
92. Istituzione della guardia forestale
93. Istituzione dell’archivio statale, anno 1923
94. Fondazione della FAO
95. Fondazione dei consorzi agrari
96. Annessione della Guardia di Finanza nelle forze armate
97. Istituzione di treni popolari per la domenica con il 70% di sconto, anno 1932
98. Istituì il Corpo dei Vigili del Fuoco.
99. Ammodernò il Pubblico Catasto urbano e dei terreni
100. Mappò tutto il territorio nazionale compilando le mappe altimetriche usate ancora oggi, e che non sono mai state aggiornate da allora.

Per maggiori informazioni: http://www.ilduce.net/operedelfascismo.htm

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michele-misseriTARANTO – Michele Misseri, il contadino di Avetrana accusato e sotto processo per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi, sarà candidato alle prossime elezioni del febbraio 2013. L’hanno comunicato oggi i Pensionati italiani, specificando che correrà all’interno della circoscrizione XXI, cioè la Puglia.
Per quanto sotto processo, la candidatura del contadino di Avetrana è assolutamente possibile: bisogna essere incensurati per candidarsi e Misseri lo è. Sotto processo ma incensurato.

Ecco il testo del comunicato:

“Vi comunichiamo che il Sig. Michele Misseri ha accettato la candidatura nella lista civica dei pensionati italiani per le prossime elezioni politiche 2013.
Lo stesso si presenterà per la Circoscrizione XXI (Puglia).
La candidatura è possibile perchè il regolamento del Ministero degli Interni impone, al fine della ammissione nelle liste, che tutti i candidati presentino un certificato di iscrizione nelle liste del Comune di appartenenze, un certificato di godimento dei diritti politici ed un certificato penale.
Ebbene dal certificato penale del Sig. Michele Misseri rilasciato qualche giorno fa risulta “NULLA”. Il noto procedimento penale che ha in corso risulta sui carichi pendenti della Procura ma tale documento non è rischiesto per la candidatura e non rileva per la stessa.
Distinti saluti.
Ufficio Elettorale”.

P.S: E’ arrivata puntuale la smentita di Michele Misseri. Ecco cosa dichiara:

“E` una buffonata, non ne so niente. Non sono mai stato avvicinato da nessuno. Forse farò una denuncia perchè ancora non si sa proprio nulla. Ormai scrivono di tutto, quindi forse è una provocazione. La cosa più importante per me è il processo, la politica non la seguo”.

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