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Dopo Polistena, anche il comune di Adro decide di fare a meno dell’IMU.

Ricordate Adro? Il paesino della scuola Gianfranco Miglio, con tanto di sole delle alpi, poi rimosso? Quello del sindaco che prima ha negato la mensa scolastica ai figli di genitori morosi, che poi se l’è presa con Napolitano, colpevole di aver offeso i suoi concittadini per aver nominato “Cavaliere della Repubblica” il benefattore che avrebbe saldato il debito degli insolventi? Se l’avevate dimenticato, si chiama Oscar Lancini e – notizia! – forse ne ha fatta una buona. Quantomeno una su cui si può discutere.

Come da comunicato dell’8 giugno 2012, Lancini annuncia che l’imposta municipale sugli immobili, “che reintroduce la vecchia ICI per l’abitazione principale”, ad Adro non si pagherà. “E’ immorale pensare che ci sia una nuova tassa sulla abitazione principale – spiega il sindaco – frutto del sudore e del sacrificio di una vita intera, che, in molti casi, è ancora in mano alle banche per via dei mutui.” Per questo, soprattutto contro una tassa che Lancini chiama “attentanto alla famiglia”, il sindaco leghista, scaricato anche da Bossi per eccesso di… leghismo, ordina l’esenzione totale dell’IMU sulla abitazione principale. Come? “Attraverso l’innalzamento della detrazione fino a concorrenza dell’imposta dovuta”. Quindi a spese del Comune, che verserà dalle proprie casse, in favore di quelle dello Stato, il dovuto per ciascuna abitazione.

Così, dopo gli f24 bruciati a Trento, e in attesa della manifestazione della Lega 2.0 a Verona contro l’IMU, il giovane “vecchio” Lancini batte tutti, compresi gli ex compagni padani, e azzera la tassa più odiata, sacrificando parte delle entrate d’imposta a favore dei concittadini. Che certo, l’IMU la pagheranno lo stesso, ma solo sotto forma di minori servizi. Perché questa esenzione forzata, come ammette lo stesso Lancini (vedi qui il documento), non consentirà di realizzare più di qualche opera pubblica. La cosa, tuttavia, non lo preoccupa: “come diceva Miglio – va giù dritto Lancini – con il consenso della gente si può fare di tutto. Questo è lo spirito che mi anima nell’amministrare quotidiano”. Speriamo bene, dato che non servono chiacchiere o annunci, ma fatti concreti.

(lindipendenza.com)

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Scelta coraggiosa quella presa dal Sindaco di Polistena, Dr. Michele Tripodi.

L’amministrazione comunale del paese in provincia di Reggio Calabria, ha infatti deciso di abbattere l’Imu sulla prima casa.

Ecco il comunicato completo che appare anche sul sito del Comune:

“L’Amministrazione Comunale di Polistena sta dimostrando in concreto, con il proprio operato, di rimanere schierata al fianco del popolo, evitando di mettere le mani in tasca ai cittadini sulla nuova ICI prevista per la prima casa.
Pur non potendo sottrarci all’imposizione della legge, abbiamo stabilito nell’ultimo Consiglio Comunale un principio di equità e giustizia sociale abbattendo l’IMU (così si chiama la nuova ICI) allo 0,2% per la prima casa, sgravando in tal modo la stragrande maggioranza della popolazione da una tassa che reputiamo ingiusta ed iniqua.
Proprio in un momento drammatico per le famiglie, dove il disagio spesso sfocia in tragedia, il Governo Monti avrebbe dovuto alleggerire la pressione fiscale sui cittadini incentivando piuttosto salari e stipendi. Cosa che invece non solo non è avvenuta, ma la reintroduzione dell’ICI sulla prima casa, sulla quale ribadiamo la nostra contrarietà, è un atto che colpisce uno dei diritti fondamentali del cittadino. La prima abitazione è sempre un qualcosa costruito dopo sacrifici di lavoro e sudore da parte di genitori e figli, che non è giusto tassare.
NON PAGHERA’ NULLA sulla prima casa circa il 90% dei cittadini
La maggioranza comunale ha approvato la definizione delle aliquote della nuova imposta, assumendo la decisione storica, esemplare e coraggiosa di non far pagare sulla prima casa la maggior parte dei polistenesi, i quali potranno ridurre a zero il dovuto grazie alla detrazione fissa di €. 200,00 prevista dalla legge ed a quella aggiuntiva di 50 Euro per ogni figlio a carico al di sotto di ventisei anni. Infatti solo per fare qualche esempio reale:
- con nucleo familiare composto anche da un solo componente proprietario di una casa classificata nel gruppo A2 (abitazioni civili residenziali) con 7,5 vani (120mq circa) classe 3 (massima) e rendita catastale di € 561,65 – NON SI PAGA
- con nucleo familiare composto da almeno un figlio a carico sotto i 26 anni e genitori proprietari di una casa classificata nel gruppo A2 (abitazioni civili residenziali) con 10 vani (180mq circa) classe massima e rendita catastale di € 748,86 – NON SI PAGA
- con nucleo familiare composto anche da un solo componente proprietario di una casa classificata nel gruppo A3 (abitazioni di tipo economico) con 7,5 vani (120mq circa) classe massima e rendita catastale di € 426,08 – NON SI PAGA
Per i gruppi A4 – A5 – A6 (Abitazioni popolari – ultrapopolari -rurali) dove la rendita catastale è assai inferiore alle altre categorie, esenzioni pressochè totali – NON SI PAGA
- con nucleo familiare composto anche da un solo componente proprietario di un villino classificato nel gruppo A7 (abitazioni tipo villini) con 7,5 vani (120mq circa) classe massima e rendita catastale di € 619,75 – SI PAGANO €. 8,24, ma con un figlio sotto 26 anni NON SI PAGA
Di fronte a queste importanti agevolazioni, bisogna registrare l’atteggiamento pretestuoso e fantastico dell’opposizione che, al contrario di molti Sindaci d’Italia intenzionati a prendere esempio da Polistena, ha votato contro dietro motivazioni assurde ed ingiustificate, allontanandosi ancor di più dai bisogni dei cittadini.
Per pareggiare gli incassi degli anni precedenti tuttavia, sarà applicata l’aliquota massima dell’1,06% sulle seconde case sfitte, anche perchè sugli altri immobili diversi dalla prima casa, i Comuni saranno costretti a versare, a differenza del passato quando tutto rimaneva nelle casse comunali, il 50% dell’aliquota media allo Stato. Una vera beffa che costringerà in ogni caso tutti i comuni ad esasperare i tributi sugli altri immobili per garantire allo Stato la propria quota.
L’Amministrazione Comunale ha previsto però agevolazioni e riduzioni rispetto all’aliquota ordinaria stabilita nell’1,06%, come ad esempio per le seconde case affittate con regolare contratto (0,96%) o concesse in comodato ai figli (0,76%), per terreni agricoli (0,76%) e fabbricati rurali (0,1%). Altre piccole riduzioni rispetto all’aliquota ordinaria sono previste per le attività produttive inquadrate catastalmente nel gruppo D (1,00%), per le aree fabbricabili (1,00%) e per botteghe e negozi (0,86%), che purtroppo subiranno un notevole incremento in quanto i moltiplicatori delle rendite catastali sono stati aumentati direttamente dalla legge, senza che venisse riconosciuto ai comuni alcun potere di riduzione.
Con questa scelta adottata dall’Amministrazione di Polistena, è stato realizzato quel principio di giustizia e di equità sociale di progressività della tassazione, che il Governo Monti congelando l’idea della patrimoniale, non è stato in grado di realizzare su vasta scala.
A Polistena dunque, a differenza di altri comuni italiani che stanno cogliendo l’occasione dell’IMU per fare cassa, l’Amministrazione Comunale ha come sempre saputo distinguersi ed interpretare il difficile momento di disagio sociale, stavolta tutelando il diritto alla prima casa per tutti.”

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